VIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Mt 6, 24-34) – Anno A

Il Vangelo di questa domenica ci interpella sul nostro rapporto con i beni materiali e con Dio, Provvidenza Divina. Si tratta del sussurro dell’Amante che esorta la sua creatura a volare “alto”, perché l’ha creata per mete vertiginose; si narra di un riposo vero, che l’uomo trova quando vive un corretto equilibrio con i beni che Dio gli ha affidato in custodia. 


Gesù ci ammonisce con chiarezza a non ricercare il cibo e il vestito come i beni più importanti, e a non vivere con ansia in funzione delle ricchezze, perché di ciò non si preoccupano i figli di Dio, che riposano in Lui. E’ vero per il fiore del campo e per il passerotto, molto di più lo è per l’uomo, che ha come meta il Regno dei Cieli.


Ogni ricerca spasmodica di un bene finito, per quanto importante sia, rivela una mancanza di fiducia in un Dio che è per noi Padre, cioè possessore di beni eterni che vuole condividere con noi. Non solo. La ricerca di un bene può catturare il cuore e opporlo alla logica dell’amore divino, sino ad allontanarlo da una relazione vitale come l’aria che si respira. 


Il cuore dell’uomo non può servire contemporaneamente la logica evangelica, che ci invita a condividere e a non accumulare, e la logica mondana che insegna l’accaparramento dei beni, costi quel che costi. Un cuore così diventa schizofrenico e diventa cagione di sofferenza per sé stessi e per gli altri. Un cuore evangelico, piuttosto, si fida e si affida e vive bene perché riposa in Dio. Bellezza ed eleganza non si comprano, né hanno nell’uomo la loro origine. Esse sono dei “piccoli” del Regno che riconoscono di non essere servi, ma figli. E figli di Dio. 
Oggi, scegli di vivere, a partire da un sorriso condiviso.

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