III DOMENICA DI QUARESIMA (Gv 4, 5-42) – CICLO A

L’evangelista Giovanni questa domenica la fa da padrone, con uno dei racconti più belli del suo Vangelo: l’incontro di Gesù con la samaritana al pozzo. Si tratta certamente di un incontro simbolico, ma così denso di significato, che dona a tutti noi un insegnamento perenne. Una donna con trascorsi personali immorali diventa figura di un’alleanza tradita – la nostra – fatta sovente di adulteri nella mente e nel cuore, di mancati incontri con lo Sposo, che ci invita a giocare all’amore con Lui. Abbiamo amanti – e quanti! – ma dov’è lo Sposo? Abbiamo desiderio di amore, ma quale? La samaritana ci ricorda che siamo vagamente religiosi, quando non adoriamo in spirito e verità, cioè quando la grassa lista degli idoli domina la scena dei nostri pensieri e ne forma il contenuto, sfociando poi in azioni che non costruiscono e non edificano. Al pozzo si fanno grandi incontri d’amore: Giacobbe conosce Rachele e Mosè Zippora. Al “pozzo” – quello dell’anima – Gesù ci attende per farci suoi sposi, per donarci un’acqua che appaghi la nostra sete di infinito e che è la sua stessa Persona. Quando il suo amore vive e pulsa dentro di noi possiamo dire di avere in noi una sorgente di acqua viva che irriga e produce frutto nella terra fertile del nostro cuore.
Si noti anche che la donna non ha nome. Chi infatti non ama nel nome dello Sposo si condanna a una vita senza identità, all’amore per un pezzo di carne che non guarda alla totalità della persona, la tua e la sua, ma a due carni senza nome e senza volto. Solo Gesù guarda dall’interno verso l’esterno, perché solo Lui è il Maestro che ci vede eterni nell’anima.
Questa storia non ci racconta miracoli, come avverrà invece nei Vangeli che ascolteremo le prossime domeniche (il cieco guarito e la resurrezione di Lazzaro), ma un miracolo possiamo vederlo anche qui. E’ il miracolo dell’amore senza giudizio, che riesce a vedere anche nell’essere più negativo qualcosa che porta a Dio. 

Ora lascia anche tu con me la brocca dell’acqua vecchia e diventa un testimone di fede che annuncia il Messia e un magnete di nuovi incontri con Gesù e di nuove conversioni.

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