Ruolo dell’Italia negli affari internazionali: focus Russia

Sulla scena del teatro internazionale, gli attori che spiccano maggiormente sono i grandi (non sempre solo per dimensioni) paesi come gli Stati Uniti, la Russia, la Cina, la Germania, l’Inghilterra e il Giappone. Ognuno di loro ha le proprie idee e fa leva su queste per creare un gioco internazionale, talvolta teso e pericoloso, talvolta produttivo e collaborativo.

L’Italia, in tale contesto, è sempre considerato uno Stato che detiene una certa autorità sul piano internazionale, anche se a noi italiani questo suo ruolo risulta sconosciuto o passa inosservato. Nel mese di aprile è passato sotto ai riflettori l’incontro tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il presidente della Federazione russa Vladimir Putin. Entrambi hanno promosso nuovamente la comune idea di prevenire l’emergere del radicalismo e la lotta al terrorismo, tematica ormai sensibile in quasi tutti gli stati occidentali e non. Tra Russia e Italia inoltre intercorrono rapporti proficui in ambito economico e tecnologico, in particolare -viene sottolineata anche durante l’incontro di aprile- la produttiva collaborazione in ambito spaziale tra l’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) e la Roscosmos. L’ultimo accordo tra le due agenzie spaziali risale al 5 aprile dell’anno corrente, quando entrambe si sono unite per un impegno comune verso il monitoraggio, attraverso il satellite SAR, del cambiamento climatico.

Nell’ambito della politica internazionale sono stati toccati i temi della crisi in Libia e in Siria. La Libia è un teatro di crisi vicino all’Italia e alla Russia, infatti entrambi i paesi, insieme ad altri, sono stati coinvolti nell’accordo di Skhirat -firmato nell’omonima città marocchina il 17 dicembre 2015 il quale prevede l’istituzione di un governo di unità nazionale, a sua volta articolato in un consiglio di presidenza e un Gabinetto- e successivamente sono stati coinvolti nella conseguente risoluzione dell’ONU, del 18 dicembre, che stabilisce i termini dell’istaurazione di questo governo di unità nazionale.

La Siria è una questione molto delicata e molto attuale, messa in primo piano da tutte le politiche internazionali e costantemente osservata da tutti i governi e da tutte le organizzazioni internazionali. Il presidente Mattarella, spinto dalle ultime tragiche notizie che vedono coinvolto lo stato siriano in un incidente con armi chimiche utilizzate contro i civili, ha esortato il presidente russo ad intraprendere un discorso di sensibilizzazione e coinvolgimento suo e degli altri paesi verso una cessazione dell’uso e della produzione di armi chimiche, sperando nell’influenza internazionale che uno stato così ingente come la Russia possa esercitare.

Rimanendo in un quadro politico più vicino alla Russia, la situazione dell’Ucraina è una realtà a cui l’Italia tiene un occhio di riguardo a causa della scarsità di miglioramenti della tensione tra i due stati nonostante l’impegno dell’OSCE verso la stipulazione degli Accordi di Minsk, bagliore di speranza verso una soluzione politica che il presidente Mattarella ha citato nel suo discorso di fronte al presidente russo, auspicando al fatto che la crisi in Crimea riesca finalmente a conoscere una fine. Il legame profondo, seppur talvolta velato, tra la cultura italiana e russa giace negli albori della società. Sin dai tempi degli zar, l’Italia era vista come un punto d’ispirazione da cui trarre la conoscenza in svariati ambiti: letteratura, scrittura, musica, ingegneria civile e navale. Basti ricordare che lo zar Pietro I compì numerosi viaggi in Italia per imparare le tecniche di costruzione navale e per prendere ispirazione per la costruzione della sua “Venezia russa”, così si stabilirono delle relazioni politiche, in particolare con la Repubblica di Venezia.

Nella memoria culturale russa, l’Italia è simbolo di bellezza, eleganza e ispirazione e lo è stata anche durante la forte migrazione che si ebbe durante gli anni di ferro di Stalin. Infatti, numerosi russi si stabilirono in Italia in quegli anni, costituendo delle piccole comunità che unificavano la cultura russo-ortodossa e la cultura italiana, tra le quali particolare menzione merita anche il legame tra russi e italiani che si manifesta durante la festa liturgica di San Nicola (che ricorre dal 7 al 9 maggio), nella città di Bari, a cui accorrono sempre più numerosi pellegrini in special modo dopo la caduta del regime comunista.

In ambito economico, l’Italia rimane il secondo partner europeo legato alla Russia e il quarto nel mondo.

Questa unione radicata nel tempo e plasmata nel corso della storia dagli eventi, rimane un punto di cruciale per il ruolo dell’Italia nella mediazione internazionale tra la Russia e le altre parti del mondo; talvolta può essere visto in maniera negativa da alcuni esponenti politici esteri, ma osservato da un punto di vista prettamente politico-economico rimane un elemento chiave della nostra cultura.

Chiara Greco

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