BARI IN JAZZ, tra leggerezza e contaminazione

Si inagura con sedici concerti ,dal 15 giugno al 29 luglio, la XIII edizione del Festival Metropolitano “Bari in Jazz” , che si svolgerà in dieci comuni della Puglia.

Protagonista assoluto sarà il Jazz: genere musicale, discendente dai “work-songs”, dai cosiddetti “plantation song”, dagli “spirituals” e dal blues, memento di un epoca ricca di accadimenti storici, di battaglie umanitarie e di speranze , rinvenibili nel ritmo delle fanfare suonate a New Orleans durante il periodo della guerra di Secessione o nell’ improvvisazione, connotato esclusivo di questo genere evolutosi con il passare del tempo sino a divenire studiato e suonato dai più importanti jazzmen europei , divenendo così “uno dei tanti prodotti culturali della nostra epoca”.

Il critico Arrigo Polillo definì il Jazz come un successo sociale e un riscatto individuale che, nonostante la sua evoluzione è sempre riuscito a comunicare mediante le languide, tristi ma ,allo stesso tempo, grintose melodie

L’ edizione del 2017 risulta essere innovativa rispetto alle precedenti, grazie alla partecipazione di musicisti provenienti da Norvegia, Congo, Guinea , Togo, Francia , Inghilterra e Stati Uniti.

Il Festival è progettato ed organizzato dall’associazione culturale “Abusuan” in collaborazione con l’associazione “Murattiano”, con il patrocinio della Regione Puglia, dei Comuni della Città Metropolitana di Bari e con il supporto di importanti sponsor locali ed internazionali e prevede un vasto e fitto calendario di eventi.

Dei sedici concerti in programma, solo per tre di essi non è prevista la gratuità: a Alberobello , il 17 giugno, per l’esibizione della cantante inglese di origini caraibiche Ala.ni ; “WOMAN TO WOMAN” presso il Teatro Petruzzelli il 6 luglio ed a Molfetta per l’esibizione che si terrà il 18 luglio, presso l’Anfiteatro di Ponente , del sassofonista afro-americano Kamasi Washington .

A Matera è previsto l’unico appuntamento fuori Regione, il 19 giugno, con il cantante francese Vaudou Game il cui genere anni’70 riprende in sé tradizioni e sottogeneri differenti: funk, afro-beat psichedelico e canto popolare togolese; gli altri appuntamenti si svolgeranno nei borghi pugliesi ricchi d’arte e architettura: Giovinazzo, Conversano, Acquaviva delle Fonti, Gioia del Colle , Polignano e Turi.

“Un Festival così ricco di concerti e che coinvolge le piazze e i luoghi di pregio di altri dieci Comuni oltre ha Bari”- ha commentato Loredana Capone, assessore all’Industria Culturale e Turistica che intravede in questo grande progetto un attrazione per i turisti non dovuta alla sola presenza delle spiagge tanto invidiate , ma soprattutto per eventi culturali di spessore attuati dalla Regione Puglia.

Al termine della presentazione del progetto, alla presenza dei rappresentanti dei Comuni protagonisti e supporter dell’evento, gli amministratori hanno sottoscritto e firmato un protocollo d’intesa con durata triennale per la creazione di un tavolo di coordinamento per l’organizzazione e l’attuazione delle prossime edizioni del “Festival Metropolitano Bari In Jazz”

Lo slogan di questa edizione risiederà nei due connotati che contribuiranno a rendere questo uno dei più grandi eventi di musica ed arte: “leggerezza” e “contaminazione” , sulla falsariga dell’insegnamento di Italo Calvino , allo scopo di liberare la società dalla pesantezza del mondo con le note di uno dei generi musicali più antichi e, allo stesso tempo, contemporanei, che doneranno lustro alla Puglia, facendo “rete” con il vasto mondo della musica senza confini e divenendo , così, un appuntamento fisso di crescita politica, sociale ed economica del settore musicale.

di: Antonia Depalma

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