Il salto della rana

Gli economisti anglosassoni chiamano “salto della rana” il processo per cui un paese arretrato salta molti stadi di sviluppo. Potrebbe avvenire in Africa in questi decenni. L’Africa potrebbe sviluppare un’industria green, saltando la rivoluzione industriale poggiata sul petrolio che ha caratterizzato Europa, America e Cina. Uno schiaffo al presidente americano Donad Trump che ha poggiato tutta la sua dottrina sulla convinzione che l’energia dovesse essere prodotta prevalentemente da idrocarburi. Ovviamente i processi di industrializzazione nel continente nero sono ancora in fase embrionale. I principali paesi a industria avanzata, ad esempio il Sud Africa, anche nel continente nero si poggiano su modelli di sviluppo classici. Però alcuni dati sembrano confortanti. In Egitto la green energy ha avuto un aumento di consumi del 8% solo quest’anno. In Marocco l’aumento è stato superiore, si registra un incremento del 12%. In Sudafrica, uno dei paesi più industrializzati dell’Africa come abbiamo ricordato, l’energia eolica è un vero affare. Un kilowatt prodotto dal vento costa il 50% in meno di uno prodotto da carbone. Percentuali impensabili ancora oggi in Europa. L’Africa è il continente in cui si consuma meno energia. Ogni africano consuma meno di un decimo di energia di un Europeo. Se si riuscisse ad incrementare lo sviluppo africano utilizzando la green energy sarebbe allo stesso tempo un modo per arrestare l’aumento esponenziale dei gas serra, e dare una speranza di sviluppo al continente. Ci sarebbe il “salto della rana”. In Africa questo è già avvenuto per la telefonia. Si è passati direttamente allo sviluppo della telefonia mobile, in un continente in cui il cablaggio telefonico, la telefonia fissa, è quasi assente. In questo momento chi si sta “leccando le labbra” è l’industria cinese. La scelta di Trump di non finanziare più le industrie “green” americane sta tagliando fuori gli USA dal mercato africano. I fondi concessi da Barak Obama alle industrie “pulite” sono stati cancellati. L’effetto Trump si è già fatto sentire, le industrie cinesi hanno raddoppiato il fatturato ottenuto con il commercio con l’Africa. L’Europa, in particolare l’Italia, potrebbe comunque affiancare la Cina in questo mercati che ha amplissimi margini di sviluppo. Portare il progresso in Africa, fare in modo che gli africani siano messi nelle condizioni di produrre beni e servizi non inquinando, potrebbe non solo portare benefici alla natura, ma potrebbe anche essere una soluzione allo sviluppo diseguale dei popoli che rende il nostro mondo sempre più soggetto alla povertà. Bisogna ammettere che questo scenario è estremamente ottimistico. L’Africa è schiava della fame e della guerra. Miliardi di persone vivono nell’indigenza. Non possiamo pensare che qualche pala eolica o qualche pannello solare risolvano problemi secolari. Ma una via di sviluppo per il continente in cui la vita umana è nata è tracciabile. Una via di sviluppo è percorribile. Non bisogna farsela scappare.

 

di: Giovanni Falagario

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