Puglia d’estate: la cultura come vacanza

Estate. Arriva come ogni anno con entrate a gamba tesa senza preavviso, caldo torrido, grandi sudate, lavorare diventa quasi impossibile sia che il tuo lavoro sia sotto il sole cocente, sia che tu abbia la necessità di lavorare seduto ad una scrivania che non è sempre un lavoro leggero.
Estate. Dura così poco, giusto il tempo di idealizzarla ed è già volata via. Eppure la si attende per nove lunghissimi e gelidi mesi.
Estate. Si pensa alle terre del sud Italia, si pensa al mare, alle colline e alle campagne sterminate, alle coste e alle acque limpide e cristalline. Si scelgono le mete, le compagnie, le strutture. Tutto dev’essere perfetto per quell’attimo di vita che val la pena d’essere vissuta tutta d’un fiato, come una deliziosa bibita energizzante e rara che ti aiuta a rimescolare le forze per affrontare altri nove mesi di lotta.
Estate. Oltre al mare, oltre alle distese incontaminate, alle campagne coltivate, alla terra brulla, al sole, alle colline, c’è di più. C’è un mondo variegato di parole, di musiche, di sapori da distinguere, di canzoni da ascoltare e che ti riportano alla mente saperi lontani e vicini al contempo.
Estate. D’estate la cultura non va in vacanza ma tu puoi andare in vacanza con la cultura. Molteplici sono i festival che in Puglia, come nel resto d’Italia, si alternano ogni sera, per darci un nuovo pezzo di mondo, una nuova immagine di quel Bel Paese che ha subito laceranti ferite e che puntualmente, ogni estate, come ogni inverno, come ogni autunno e primavera, dona sé all’altro attraverso una parola magica: cultura.
Dalla Valle d’Itria al Salento, dalla Murgia alla BAT provincia, per finire poi sul Gargano è un pullulare di festival, di libri ed autori in presentazione, di cinema all’aperto, di sagre enogastronomiche alla riscoperta di antiche tradizioni.
A Locorotondo, in provincia di Bari, il paese della Valle d’Itria con il guinness dei primati nel nome, l’unico paese con cinque “o” nel proprio dna che poi però magicamente in dialetto diventa “U’Curdunne” è iniziata il 23 giugno scorso la VI edizione della Rassegna Letteraria “Libri nei Vicoli del Borgo, Luoghi da Leggere e Libri da Scoprire” organizzata dall’Associazione Cultura nel Borgo.
La rassegna quest’anno ha il titolo “Storie di Bambine e Bambini Ribelli”.
Tante storie, tanti messaggi. Racconti di vita nel mondo arabo con il reportage puntuale ed affascinante di Francesca Borri, tra jidahisti e religione e la ricchezza adulcorata delle Maldive così come ce le fanno vedere e il mondo vero delle Maldive così come non lo vedremo mai se non catapultati nel mondo non artificiale ed artificioso della finzione. Collegamenti inesistenti perché nessuno andrebbe mai in vacanza in luoghi dove la vita è reale. Siamo talmente abituati a vivere la finzione che la cerchiamo di frequente senza renderci conto di essere finzione anche per una vacanza. Abbiamo talmente tanto bisogno di apparire che ci scordiamo di essere.
Il secondo appuntamento della rassegna è stato l’entusiasmante David Riondino che ci ha restituito il ruolo del cantastorie e della poesia maestra di vita e portatrice di sapiente e satirica ironia. Una piazza gremita di persone che non volevano assolutamente che tutto ciò finisse. La poesia regina di una serata indimenticabile anche attraverso i versi di un altro poeta non di minore importanza come Elvio Ceci che con la sua opera letteraria “Pareidolia” magistralmente arricchito di opere artistiche per mano di Alessandra Romagna, la cui tecnica artistica donano il titolo al volume, ha incantato per voce di Riondino con i propri versi.
Il terzo appuntamento della rassegna letteraria è stato con Lisa Hilton che dopo i successi internazionali che l’hanno avvolta e coinvolta ha scelto Locorotondo per innamorarsi definitivamente dell’Italia, lei che in Italia ha studiato Storia dell’Arte e che per l’Italia ha scritto i suoi ultimi due libri, Maestra e Domina, quest’ultimo in presentazione venerdì 7 luglio. Una serata magica che ha visto il coinvolgimento dell’arte suprema della Danza con una coreografia di Aurelia Semeraro. Lisa Hilton ha dichiarato durante la presentazione che: scrivere di sesso per me è una cosa molto tecnica. È come scrivere di una battaglia. Quando sei in battaglia ti interessa che i vari schieramenti in lotta siano al loro posto. Quando scrivo di sesso non penso all’effetto che fa, mi interessa soltanto che la parte del corpo coinvolta non si trovi nel posto sbagliato.
Ed ancora dichiara che: Gli inglesi sono fissati col sesso. Essere scrittrici in Italia è molto più facile che in Inghilterra, dove ci sono delle zone “per sole donne”, settori di vendita diversi, a volte discriminanti, festival a parte, premi a parte. Quando una donna scrive un libro, prima è una donna e poi è una scrittrice. Così una donna che scrive di sesso non fa “letteratura” come può capitare a un uomo, ma fa soltanto “erotismo”.
Ma offre anche piacevoli esternazioni in ambiente artistico considerando che i suoi romanzi sono ispirati sempre da personaggi che con l’Arte e la Storia sono stati protagonisti. Domina per esempio trova ispirazione da Caravaggio e naturalmente non poteva mancare il riferimento al grande Maestro e alla sua meravigliosa abilità di trattare la “luce”.
Il programma letterario della VI edizione della rassegna letteraria è ancora molto articolato e molto variegato ed intenso. Ricordiamo le date per chi si trovasse in zona e volesse programmare una vacanza di cultura: domenica 9 luglio alle ore 19.00 Alessandra Minervini con Overlove; alle ore 21.00 Giovanni Impastato con Oltre i cento passi; venerdì 14 luglio alle ore 20.00 Roberta Garibaldi con In viaggio per cibo e vino; Venerdì 21 luglio alle ore 20.00 Matteo Achilli con The startuap; Venerdì 28 luglio alle ore 20.00 Fabio Muccin con Eros; Venerdì 4 agosto alle ore 20.00 Francesca Cavallo e Elena Favilli con Storie della buonanotte per bambine ribelli; Martedì 8 agosto alle ore 20.00 Francesca Piccoli con La resilienza del tatto; Venerdì 11 agosto alle ore 20.00 Lorenzo Marone con Magari domani resto.
Il programma è intenso non ci resta che lasciarci cullare da ondate di parole tra un festival ed una sagra, tra un reading e tanto cinema, musica, teatro, danza.
di: Luciano Pegorari

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