Slogan sessisti a Noci

“VI METTETE COL CULO DI FUORI E DITE, IL BRANCO CI A VIOLENTATO. SIETE MALATE” è la frase scritta su una locandina a Noci.

 
Si annunciava la presentazione del libro “Un granello di colpa”, scritto dalle autrici Daniela Ciriello e Antonella Caprio. Il libro denuncia proprio una storia di violenza, evocando in ogni donna la forza di rinascere.
A tal proposito hanno ben pensato di dire la propria, scrivendo una frase così sporca e sessista (e sgrammaticata).
“Nessuno giustifichi la violenza sulle donne” dicono le autrici. Concetto importante che dovrebbe vivere non solo in ogni uomo, ma in ogni essere umano.
La storia della sottomissione delle donne ha radici ben più antiche, risalenti al tempo in cui si narrava che Pandora fosse la prima donna scesa in terra, mandata da Zeus per punire gli uomini. Ella possedeva tutti i doni Divini; era bella, intelligente, forte, ma possedeva un dono oscuro che avrebbe portato gli uomini alla rovina: anima di cane e carattere ingannevole.
-Da questo male così bello discende il genere femminile e da questo non ci si può difendere perché è un inganno per il quale non c’è rimedio- diceva Esiodo -ci si difende con umiltà ed esclusione-.
Si ha così modo di dedurre che l’uomo stesso abbia sempre escluso la donna per timore d’esserne inferiore.
Un’altra testimonianza la si può ritrovare in Marziale, al tempo dell’ Antica Roma: “l’unico modo per far funzionare un matrimonio è che la donna sia sottomessa all’uomo”.
Con l’arrivo del Cristianesimo il concetto egualitario tra uomo e donna è andato perdendosi fino a rendere la donna simbolo del peccato, mandata dal demonio.
Ad oggi un atto così meschino non è altro che la dimostrazione della bassa cultura della società, come se un semplice spacco sulla gonna fosse un invito alla violenza sessuale. E’ sorprendente pensare che nel 2017 siano ancora pronunciate frasi come questa quasi fossimo nel Medioevo, quando per essere una donna dai facili costumi bastava portare le caviglie scoperte.
“Siete malate, fatevi curare”, invito rivolto non solo alle donne ma in particolar modo alle scrittrici che con grande forza hanno deciso di sostenere una così nobile causa.

L’amministrazione comunale si è immediatamente schierata con le scrittrici: “Oggi più che mai ci rendiamo conto dell’importanza di queste iniziative, poiché il rispetto delle persone, di tutte le persone in quanto tali, a quanto pare sfugge a qualcuno. La speranza unanime è che tali episodi non si verifichino più, poiché offendono non solo le donne, ma tutta la nostra comunità, certamente nutrita da ideali ben più alti di quelli malamente espressi dall’autore di queste scritte”.

Maria Abbrescia

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