CARISSIMI

Carissimi lettori,
con il tempo liturgico dell’Avvento iniziamo la preparazione al Santo Natale, proponendoci di restituire a questa festa, il suo significato autenticamente cristiano, quello, cioè, di contemplazione del mistero del Figlio di Dio, che accetta di consegnarsi a noi nella fragilità della carne. La fraternità universale, la famiglia, l’amicizia e ogni altra forma di amore traggono origine dalla nascita di Gesù Cristo, che ha dato un senso pieno a questi valori.

Al centro del Natale poniamo, pertanto, il presepe, prima ancora dell’albero, delle
luci, del panettone e di ogni altro elemento consumistico. Il presepe rievoca nelle nostre case il mistero di Dio fatto uomo e ci rimanda alla semplicità e alla povertà che Gesù ha scelto come stile di vita.
Non dimentichiamo, poi, che l’atmosfera natalizia, da sempre, ha dato a questa festività la connotazione anche di festa della famiglia: ci si riunisce, si gode degli affetti che in famiglia si coltivano, si sente tutto il conforto e la speranza che una famiglia unita dà ai singoli membri, soprattutto ai più piccoli e ai più anziani.
Vi esorto, pertanto, a riflettere in questo tempo di Avvento all’importanza dell’unità familiare, soprattutto per il bene dei vostri figli, oltre che per il bene della società tutta. In questo proposito vi sarà di aiuto l’ascolto della Parola e la partecipazione ai Sacramenti; la preghiera, dal canto suo, favorirà la meditazione sul mistero sublime dell’incarnazione del Figlio di Dio.

Ogni anno la celebrazione della nascita di Gesù ci insegna che si può sempre ripartire, lasciando dietro, nel segno del perdono cristiano, gli errori commessi e il rancore che ne segue. L’amore può rinascere, se si riparte ritrovando la forza nel dialogo, nel rispetto reciproco, nel riproporsi le motivazioni d’amore di un tempo, quello del fidanzamento, quando tutto era bello, dolce e pieno di entusiasmo e speranza.

La stabilità matrimoniale, inoltre, è la base sicura per contribuire all’educazione all’affettività dei figli.
Genitori ed educatori, dinanzi alla fragilità affettiva dei nostri ragazzi e dei nostri giovani non tiriamoci indietro, ma ritroviamo la passione educativa, che può dare vita ad essi. Un amore di coppia forte e duraturo è una forza per questa educazione.
Auguro a tutti un buon cammino di Avvento verso la gioia del Natale, perché ciascuno di voi possa ritrovare la gioia dell’unità familiare, superando ogni difficoltà nel nome di Gesù, la cui nascita ci insegna che si può e si deve ripartire sempre!

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