BATTESIMO DEL SIGNORE (Mc 1, 7-11)

Nella teofania del Battesimo di Gesù torna a stabilirsi la comunione tra il cielo e la terra, tra Dio e
gli uomini, come alle origini della creazione. La parola del Padre su Gesù, suo amato, è pronunciata anche per ciascuno di noi, per l’umanità intera che scopre nel volto di Cristo il volto autentico dell’amore. Il battesimo è la festa di una comunione ristabilita nella e con la danza dello Spirito, che è il tessitore di ogni relazione vera, l’artefice di ogni autentica comunione.
Il Figlio di Dio discende nella fraternità dei peccatori per alleviare le ferite della nostra carne, per condividere le lacrime amare di chi soccombe o è tentato di soccombere, per alitare il suo Spirito in noi, che siamo suo compiacimento. Nessuna paura e nessun turbamento. Se il diavolo divide e il mondo canta “l’isola che non c’è” con i mille volti del peccato, Gesù unisce e ci unisce al Padre, perché viene a condividere la nostra condizione umana in modo così forte e indissolubile che nessuno potrà separarci dall’amore di Dio.

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