MONASTERO IN FIAMME- E IL CULTO DELL’ARCANGELO MICHELE-

La sera di mercoledì  24 gennaio 2018 è andato in fiamme il tetto dell’abbazia la ” Sacra di San Michele”chiamata anche Abbazia di San Michele della Chiusa, l’abbazia è un complesso arroccato sulla vetta del monte Pirchirianoin Valle di Susa ( Piemonte),  dove erano in corso lavori di ristrutturazione. I danni sono ingenti (500 mila circa), ma nessun bene storico-artistico è andato distrutto.  Il monastero è il luogo che ha ispirato Umberto Eco per il suo best seller  “Il nome della Rosa”( anche nel libro avviene un incendio ). l’abbazia è dedicata al culto dell’Arcangelo Michele,  che nel libro di Daniele è raffigurato come il capo supremo dell’esercito celeste e guerriero contro i nemici della Chiesa.

La Chiesa principale della Sacra che  risale al XI secolo, con le tre cappelle sottostanti costruite nella roccia, costituiscono  uno tra i più grandi complessi architettonici d’Europa risalenti all’epoca romana ( 400 d.C.). La prima cappella risale infatti all’epoca romana, costruita all’inizio del IV secolo, la seconda risale all’epoca longobarda, la terza risale all’inizio del X secolo. Tra gli elementi più suggestivi c’è lo Scalone dei Morti così chiamato perché anticamente era fiancheggiato da nicchie  dalle quali apparivano gli scheletri dei monaci e  il Portale dello Zodiaco ( dove appaiono i segni dello zodiaco), inoltre c’è la leggendaria Torre della Bell’Alda, così chiamata perché da lì si gettò la giovinetta Alda per sfuggire ai soldati di ventura; il monastero ospita inoltre  il museo del quotidiano, che raccoglie oggetti d’uso di altri tempi, una biblioteca con circa 10.000 volumi e, ancora, sepolcri, archi, portali e opere pittoriche; nell’abazia sono sepolti 24 membri della famiglia reale di Casa Savoia.

La Sacra di San Michele  nasce e cresce con la sua storia e le sue strutture attorno al culto di San Michele che approdò in Val di Susa nei secoli V o VI. La sua ubicazione in altura richiama immediatamente i due insediamenti micaelici del Gargano e della Normandia. L’abbazia si trova al centro di una via di pellegrinaggio di oltre duemila chilometri che unisce quasi tutta l’Europa occidentale da Mont-Saint-Michel a Monte Sant’Angelo. Alla Sacra di San Michele è legato il mistero della cosiddetta linea magica di San Michele.I tre punti di questa linea sono: il Mont Saint Michel( situato in Francia nella regione della Normandia), la Sacra di San Michele(Piemonte) appunto e il Monte Sant’Angelo ( in Puglia). Una misteriosa linea retta immaginaria unisce questi tre monasteri con altri quattro sempre dedicati al culto di san Michele, i monasteri sono: in Irlanda, su un’isola deserta,dove l’Arcangelo Michele sarebbe apparso a San Patrizio. La linea si dirige poi diritta verso Sud su un isolotto della Cornovaglia; La linea sacra prosegue poi in Francia, sulla costa della Normandia, su un’altra isola, a Mont Saint-Michel, anch’esso tra i luoghi di apparizione dell’Arcangelo Michele. A ben 1000 chilometri di distanza, in Val di Susa, Piemonte, sorge il quarto santuario: la Sacra di San Michele. La linea retta unisce anche questo luogo sacro al resto dei monasteri dedicati a San Michele. Spostandosi di altri 1000 chilometri in linea retta si arriva in Puglia, sul Gargano, dove una caverna inaccessibile è diventata un luogo sacro, il Santuario di San Michele Arcangelo.

Dall’Italia la traccia dell’Arcangelo arriva poi al sesto santuario, in Grecia, anche questo su un isola,  il monastero custodisce un’effigie del Santo alta 3 metri, una delle più grandi esistenti nel mondo. La linea sacra termina in Israele, al Monastero del Monte Carmelo.

Inoltre la Linea Sacra è in perfetto allineamento con il tramonto del sole nel giorno del Solstizio di Estate.

E’ solo una coincidenza? Sono sette santuari lontanissimi tra loro, eppure perfettamente allineati.

 

 

 

 

 

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