VI DOMENICA DI PASQUA (Gv 15, 9-17)

Dice il Signore: “Amatevi come io vi ho amati”. Che dobbiamo amare l’abbiamo sempre saputo, ma amare come Lui è una novità che ci fa traballare. A causa di quel “ come” non ci si può mai sentire a posto; è vertiginoso. Come aggirare l’ostacolo? Se eguagliare quel “come” è impossibile, dobbiamo e possiamo tendere ad una strada impervia, ma portatrice di gioia vera ed eterna. Dobbiamo cioè accettare di donarci nella debolezza, accettare di zoppicare, rimanendo però sempre su quella strada. Rimanere! Il verbo che ritornava ben sette volte nel vangelo di domenica scorsa, ritorna anche oggi.

Rimanere! Dove? Uniti alla vite, ci veniva detto domenica scorsa. Uniti alla vita, ci viene detto oggi. Solo se rimaniamo in Lui che è amore, cioè pienezza di vita, capiremo che siamo amati e possiamo amare a nostra volta. Se non rimaniamo, come facciamo a capirlo? Se girovaghiamo ad anni luce di distanza come lo capiremo? Rimaniamo e, a forza di rimanere, qualcosa finiremo per capire. Un po’ per volta certo, non tutto alla volta, ma nella misura in cui cominceremo a capire, avremo sempre più voglia di rimanere. E nella misura in cui continueremo a fare piccoli passi, di colpo ci ritroveremo sulla vetta, al termine di una strada impervia.

Certo, questa è una meta molto alta, da vertigini, ma visto che la nostra natura tende già a tirarci sempre verso il basso, dobbiamo perlomeno puntare molto in alto per restare poi appena un po’ più su del suolo!

Mi piace pensare che siamo come le antenne paraboliche che riflettono una luce che viene da altrove. Non abbiamo nessuna luce propria, ma possiamo -anzi, dobbiamo- diventare puri ricettacoli della luce e dell’amore divino; pure scintille del suo fuoco che possono veramente illuminare ed accendere tante altre fiammelle ancora spente nella notte della disperazione, tanti cuori ancora assiderati nel gelo dell’assenza di amor Dio. E così tanti nostri fratelli ancora “pellegrini nella notte” troveranno quella luce e quel fuoco che Gesù è venuto a portare. “Sono venuto a portare un fuoco sulla Terra e come vorrei che fosse già acceso”. Aiutiamo il Signore ad accendere il fuoco.

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