UDIENZE DA CAMPEGGIO: A BARI I PROCESSI SI SVOLGONO IN TENDE

L’immobile di Via Nazariantz che ospita la Procura e il Tribunale Penale di Bari è inagibile e a rischio crollo; lo ha dichiarato una commissione dell’Inail in una relazione a seguito di un sopralluogo la scorsa settimana.

Da lunedì infatti, i processi penali si celebrano in tensostrutture allestite nello spiazzale antistante il Palazzo di Giustizia.

Per l’occasione infatti, i volontari della Protezione Civile lo scorso sabato 26 Maggio, hanno montato tre tensostrutture, due da 75 mq e una da 200 mq, oltre che bagni chimici e condizionatori refrigeranti portatili.

Situazione disumana in cui è impossibile lavorare, se si pensa anche alle zanzare, polvere e al caldo torrido, oltre che al probabile maltempo dei prossimi giorni che renderebbe la zona impraticabile.

Impiegati del Tribunale, Avvocati e Giudici protestano, hanno organizzato diverse manifestazioni tra cui un corteo lunedì pomeriggio scorso che ha sfilato tra le vie cittadine, partendo dalla sede del Tribunale in Via Nazariantz fino alla sede del Tribunale di Piazza De Nicola in segno di protesta contro i processi nella tendopoli.

Nella giornata di ieri, martedì 29 Maggio, presso Anche Cinema (ex Cinema Royal) il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Bari ha organizzato un incontro, non solo per Giudici e Avvocati, ma aperto all’intera cittadinanza in cui è stato esaminato il problema per cercare soluzioni nel più breve tempo possibile.

Situazione questa che però era prevedibile, in quanto già circa 10 anni fa l’immobile era stato dichiarato inagibile o comunque erano stati rilevati diversi problemi nella struttura; le Istituzioni hanno però ignorato il problema rinviando continuamente lavori di manutenzione.

Anche il sindaco di Bari Antonio De Caro è intervenuto manifestando il suo dissapore: “Guardando le scene della tendopoli in via Nazariantz la città di Bari prova un sentimento di vergogna. Prova vergogna nei confronti dei Magistrati, degli Avvocati, di tutti gli operatori e dei cittadini che attendono giustizia. Assurdo costruire edifici a pericolo crollo. Non bisogna arrivare a tanto.”

A Bari è arrivato anche Giovanni Legnini, vicepresidente del Csm, che incontrerà i rappresentanti del Ministero della Giustizia per cercare una soluzione.

“La sensazione è bruttissima, siamo costernati. Negli ultimi due anni e mezzo abbiamo fatto di tutto per smaltire l’arretrato, arrivando a scrivere ciascun giudice fino a 450 sentenze all’anno e ora tutto il lavoro fatto rischia di essere buttato all’aria” queste le dichiarazioni di Rosa Calia Di Pinto, segretario dell’Associazione Nazionale Magistrati di Bari.

Situazione inaccettabile in un Paese civile in cui la giustizia deve essere sempre efficiente e al servizio del cittadino; ci auguriamo che le Istituzioni riescano a trovare soluzioni il prima possibile affinché la giustizia barese torni ad essere efficiente.

D’Elia Francesco

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