Trani: Vampirismo tra credenze e folklore

Per il tipo di fotografie, se ne consiglia la visione a un pubblico adulto e non impressionabile

Oggi si sente parlare spesso di vampiri, la fiction, la letteratura, gli stessi media ci bombardano con storie di “revenants”, più o meno attuali, che affondano le loro radici in antiche paure dell’uomo, remoti tabù che ancora oggi ritroviamo nel folklore popolare. Per incontrare il “vampiro” faremo così una passeggiata a Trani, precisamente al Monastero di Capo Colonna, un’area già frequentata dall’uomo durante l’età del bronzo. Qui diversi scavi archeologici effettuati nella penisola che ospita il Monastero hanno portato alla luce tombe appartenenti alla civiltà degli Iapigi, databili età del Ferro, nonché due sepolture di particolare interesse perché associate a fenomeni di “vampirismo”. Approfondiamo.

 

I Vampiri tra Leggenda e Storia

Il termine “Vampiro” ha probabilmente un’origine slava. Essa indica un cadavere che, risorto dal sepolcro, gira di notte per succhiare il sangue dei vivi e per soddisfare la sua fame e perpetuare la sua l’esistenza. Il più antico testo riferito al “vampiro” è presente in una tavoletta babilonese conservata al British Museum. Si tratta di una formula magica che serve a proteggere dai Demoni Notturni succhiatori di sangue, gli Etimmé. Tradizioni simili le ritroviamo nella cultura ebraica e in tutti i paesi dell’est Europa. Non si può, ad esempio, non citare il vrykolakas, il vampiro che popola le credenze popolari, greche e slave. I timori popolari, la superstizione balcanica e l’influenza della Chiesa greco-ortodossa, fecero nascere la leggenda di questa specie di vampiro, il “vrykolakas” appunto. Uno dei motivi per i quali si diventava vampiri era la violazione di un tabù, infatti violando alcuni precetti della religione locale il credente entra in una vorticosa spirale di causa-effetto che per lui diventa dannosa se non addirittura mortale. J.Frazer, nel suo famosissimo libro, “il Ramo D’oro”, descrive una serie infinità di questi tabù. Le donne morte durante il parto, i bambini defunti ancora in fasce potrebbero essere futuri vampiri. Il rito funebre nasce proprio per questo, esso è visto all’inizio con lo scopo di rompere drasticamente il legame tra il defunto e le vita sulla terra ed impedire un ritorno in “vita” dell’estinto. Uno dei tanti riti è quella legato alla nutrizione del morto, infatti si credeva che anche nell’aldilà il defunto dovesse nutrirsi e se non avesse trovato agevolmente cibo sarebbe ritornato sulla terra alla ricerca dello stesso.

Proprio per questo motivo spesso le tombe venivano provviste di cibi reali o simbolici come raffigurazioni o semplice vasellame o ancora grano e cereali. Nell’antica Grecia troviamo molte tradizioni che riferiscono di banchetti tenuti sulla tomba del morto in modo da “alimentare” e “nutrire” il cadavere, pratiche di cui troviamo ancora traccia nel 1700 nel “de masticatione mortuorum in tumulis” di M.Raufft o in altre strane tradizioni ancora presenti come l’usanza nel caso di recenti lutti in famiglia, di occupare tutti i posti a sedere durante feste o banchetti, in modo che il morto non potesse trovare posto per la sua presenza, oppure di offrire un pranzo o la cena ai convenuti al funerale del defunto. In molti paesi del sud Italia e in particolare di  Lucania ,Puglia o Calabria, si usa porre sul davanzale delle case, nel giorno dei morti, del cibo a loro dedicato. Si tratta davvero solo di superstizione?

 

Il Vampirismo tra antropologia forense e archeologia

Al di là della leggenda, c’è sicuramente qualcosa di più. E’ di qualche mese fa la scoperta, in Ucraina, di una sepoltura di una donna nella zona di Čerkasy. La donna, morta all’età di 25 anni circa fra il III o IV secolo, venne sepolta con le braccia dietro la schiena e con il viso rivolto al terreno. Questo tipo di sepoltura fa supporre che la donna fosse considerata una “ritornante” e tale tipologia di inumazione doveva garantire che non potesse più tornare a nuocere nel mondo dei vivi. In realtà questi casi sono meno rari di quanto si pensi. Nel Northamptonshire, in Inghilterra, fu ritrovata la sepoltura di un uomo di  circa trent’anni, sepolto con una pietra piatta in bocca e il viso rivolto verso la terra. In Polonia, nel cimitero Drawsko, furono trovati degli scheletri avvinghiati da un falcetto agricolo, una prevenzione contro il “ritorno dal mondo dei morti” da parte del defunto. Il falcetto avrebbe dovuto tagliare di netto il collo del “non morto” quando questi avesse tentato di alzarsi, impedendogli quindi di diventare un vampiro. A Cipro, sono state ritrovate alcune tombe datate 7000 a.C. in cui i cadaveri erano deposti in posizione contratta schiacciati da lastroni di pietra o ancora alcune volte decapitati, in modo da impedire in ogni modo il ritorno alla vita. Da questo tipo di tradizioni potremmo quasi avanzare una ipotesi curiosa, forse le lapidi che oggi si usa porre al di sopra delle tombe potrebbero essere un antico retaggio culturale proveniente proprio da queste usanze, da antichi timori dell’uomo mai veramente sopiti.

Numerose dunque le tecniche di inumazione usate per evitare la venuta dei revenants. Molto spesso i cadaveri venivano deposti con mani e piedi legati, altra interessante tecnica era quella di “inchiodare” il morto. A Chalkidiki, in Grecia, è stato trovato un cadavere con un cuneo bronzeo in fronte o ancora in scavi effettuati nel castello di Lamia, fu rinvenuto un scheletro inchiodato da tre elementi in ferro. Il ritrovamento farebbe sorgere anche delle strane interrogazioni sull’etimologia del paese, infatti i “Lamia” (poi tra i romani chiamate Empuse) erano antichi vampiri, per lo più raffigurati come donne e immaginate metà umani  e una metà animali.

Altro interessante rituale era poi la frattura delle dita delle mani o l’estrazione di un dente effettuata sul corpo del cadavere. Questo tipo di riti venivano spesso utilizzati nelle iniziazioni ove bisognava realizzare una finta morte in modo che poi l’iniziando potesse risorgere a nuova vita: illuminato. L’Elenco delle Strane sepolture potrebbe continuare a lungo. Sepolture di questo tipo, anche se piuttosto rare, sono presenti anche in Italia. Scavi archeologici condotti tra il 2006 e il 2008 da Matteo Borrini nel camposanto dell’isola del Lazzaretto Nuovo, a Venezia, hanno riportato alla luce una donna, morta dalla peste, sepolta con un mattone infilato in bocca, spaccando denti e mascelle. Se dunque capitava di avere un morto “in odore di vampirismo” ad esso si applicavano rituali particolari. Ed eccoci a Trani. Sepolture simili le abbiamo ritrovate proprio a “Capo Colonna” databili IX-VIII sec. a.C. Qui sono state ritrovate due sepolture, nella prima era deposto un individuo in posizione inginocchiata  schiacciato da un enorme masso posto alle sue spalle, mentre nella seconda tomba  molto più grande, son stati trovati tre defunti anch’essi schiacciati con più massi. In realtà l’area era sicuramente un antico luogo di culto. Già nel passato eran stati scoperti reperti di epoca micenea e tardo-ellenici, reperti che però stranamente non sono mai stati resi noti nè pubblicati. Tra i diversi reperti trovati è stato segnalato su di un frammento uno strano disegno di un “animale” bipede con una notevole cresta e una coda da rettile. Ma le particolarità , già non poco rilevanti , non si esauriscono qui , infatti è stata anche ritrovata una “fossa circolare” di cui si ignora la funzione all’ interno della quale sono state infisse delle pietre verticali. Per quanto riguarda le due tombe , poi , la più piccola è posizionata fuori dal recinto dell’edificio, mentre la seconda all’interno dello stesso e inoltre entrambe non hanno corredo funerario, sicuramente si doveva trattare di stranissimi personaggi che, non dovevano assolutamente ritornare tra i vivi, non permettendo loro di   proiettare se stessi e  la propria stirpe negli oceani del tempo.

 

Cerchiamo una spiegazione

Da sempre l’uomo ha avuto timore dei propri trapassati, come testimoniano antichi detti popolari come il famoso “i morti portano morte”, nascono così tutta una serie di rituali, da cui poi trae origine quello funebre, che aveva proprio lo scopo di relegare i morti nell’aldilà e di ucciderli una seconda volta. La necrofobia non è del tutto inspiegabile, nel passato infatti molti erano i casi di morti “misteriose” legate a qualche malattia non ancora conosciuta che poi, dopo la prima vittima si diffondeva tra i vivi e così il collegamento al morto come “revenant”, l’untore, non era del tutto ingiustificato. Nell’Europa del XVII secolo era diffusa la credenza che ci fosse uno stretto rapporto tra epidemie e vampiri, e in particolare tra pestilenza e un tipo di vampiro, il nachzehrer ovvero “il masticatore di sudario”. Le malattie infettive e le strane morti diventano così attributi del nuovo “vampiro”, tubercolosi con perdite di sangue dalla bocca, rabbia, fotofobia, morti apparenti, disturbi mentali, bronchiti e polmoniti diventano le nuove caratteristiche dei non morti, creando un netto distacco con le tradizioni antiche. Un esempio è la  protoporphyria crythropoietica, malattia che colpisce i globuli rossi rendendo i soggetti affetti impossibilitati ad esposizioni solari, e non del tutto rara durante il medioevo soprattutto in area slava a causa di dai matrimoni consanguinei tra i nobili locali e forse per questo motivo, proprio perchè fortemente “colpiti” da questi strani eventi, questi paesi han conservato una memoria vampiresca più sviluppata che in altri luoghi. Tornando a Trani, ecco la spiegazione. I tre personaggi sepolti erano sicuramente degli stranieri come può essere desunto da analisi forensi fatte sulle ossa. Avevano i capelli rossi e una statura più alta del normale. Sempre da analisi forensi si è stabilito che fossero affetti da tubercolosi. Ed ecco il probabile scenario. Quattro stranieri, giunti a Capo Colonna, iniziano a sputare sangue, il sacro liquido cola dalle labbra e dal naso, i rumori emessi dalla bocca, tutto è strano per l’autoctono. Alcuni giorni dopo muoiono ma non termina qui. La malattia, altamente contagiosa, si ripropone tra gli abitanti del villaggio di Trani. Sangue dalla bocca, morti improvvise. Per l’Antico è il segno che il Ritornante ha colpito. Ecco così che i rituali si perpetuano. Vengono staccati i denti, i defunti vengono schiacciati da enormi sassi affinchè non ritornino tra i vivi. La nostra Puglia ci ha regalato una nuova curiosità.

Donna partoriente in sepoltura in una illustrazione dell’Epoca
La Sepoltura di Trani
Tratta da – Forensic Approach to an Archaeological Casework of ‘‘Vampire’’ Skeletal Remains in Venice – Nuzzolese et Al 2010
Tratta da – Forensic Approach to an Archaeological Casework of ‘‘Vampire’’ Skeletal Remains in Venice – Nuzzolese et Al 2010
Articolo tratto da La Gazzetta del Mezzogiorno

Una Sepoltura di un “Reventants” ritrovata a Cipro

 

 

 

 

 

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