27-8-1859, ALL’ALBA DELL’ORO NERO

È pacifico che l’industria moderna si basi sull’utilizzo del petrolio, si potrebbe addirittura affermare che proprio da questo prezioso “commodity” dipenda lo svolgimento di qualsiasi attività. Diversi sono i prodotti derivati dal petrolio, ricavati tramite la raffinazione del greggio. Basti pensare alle materie plastiche, divenute fondamentali nel corso dello scorso secolo, che utilizziamo per gli imballaggi, rivestimenti, isolanti ed una serie infinita di oggetti che probabilmente ritroviamo in casa, senza rendercene conto. Tuttavia, il derivato che per anni ha innalzato e trainato i consumi del petrolio è la benzina, liquido ottenuto dalla distillazione dello stesso, con la quale riforniamo quotidianamente le nostre automobili e nei cui confronti rivolgiamo (non troppo) dolci parole per via della spesa immensa che comporta.

È tuttavia più opportuno delle dissertazioni in questa sede lanciarsi in un tuffo indietro nel tempo, prima della OPEC, delle stazioni di servizio, delle posate in plastica a tavola, quando neanche le menti di pochissimi visionari ipotizzavano, né addirittura sognavano, che “l’oro nero” oggi avrebbe giocato un ruolo così dominante nell’economia, a tal punto che, se essa fosse una squadra sportiva, il petrolio ne sarebbe senza alcun dubbio il capitano.

Il petrolio è ben noto sin da tempi antichi. Nelle pagine della “Genesi” si accenna all’utilizzo di bitume per la costruzione dell’arca di Noè; esso, infatti, affiorava in abbondanza nelle terre della Palestina e della Mesopotamia, il che lo rese merce commerciabile, adoperata, tra l’altro, per la pavimentazione, o come erano soliti fare gli antichi Egizi, come chiusura ermetica delle tombe dei faraoni. Gli scopi non si limitavano certo a questi citati, ma si estendevano al campo della medicina, per via delle sue proprietà (descritte anche da Plinio nel primo secolo d.C.) e in quello militare. Omero descrive ne “L’Iliade” una strategia di guerra dei Troiani, che utilizzavano una fiamma ritenuta inestinguibile per attaccare le navi nemiche. Si ignorava però la presenza di petrolio nel sottosuolo, limitandosi quindi a sfruttare unicamente gli affioramenti superficiali. Per parlare di una vera e propria estrazione di petrolio, bisogna avanzare di qualche secolo.

La data di riferimento è la seguente: 27 agosto 1859. Il luogo è un paesino degli Stati Uniti, Titusville, Pennsylvania. I protagonisti iniziali sono due newyorkesi: l’avvocato George Bissell ed il banchiere James Townsend. Il duo discute della possibilità di un mercato per una sostanza che possa sostituire l’olio di balena ed il carbone, costosissimi, per l’illuminazione su larga scala (vista la forte richiesta di luce nella città). Questa sostanza è quella che gli americani del tempo chiamano “rock oil” (letteralmente, olio di roccia), che noi conosciamo come “petrolio”. L’olio di roccia sgorga naturalmente in Pennsylvania, in un luogo denominato appunto “oil creek”. L’idea li porta a fondare nel 1854 la Pennsylvania Rock Oil Company a Titusville. Grazie allo studio del chimico di Yale Benjaminn Silliman sui possibili futuri utilizzi del petrolio nell’industria americana e mondiale (lubrificazione ed illuminazione), la compagnia racimola i fondi necessari per le operazioni di estrazione, che ammontano a circa 300.000 dollari.

Qui entra in gioco la figura di Edwin Laurentine Drake, originario di Greenville, nei pressi di New York, che aveva però vissuto gran parte della sua vita in Vermont, svolgendo varie mansioni. Ex impiegato ferroviario, Drake viene assunto nel 1857 per dirigere le operazioni, per la sola possibilità di raggiungere facilmente Titusville, potendo viaggiare gratuitamente in treno. In poco meno di un anno, diventa il presidente della compagnia, diventata nel frattempo la Seneca Oil Company. Nonostante il villaggio conti appena 125 abitanti, Drake si presenta come “colonnello”, nel vano tentativo di impressionare la popolazione che, per via degli scarsi risultati iniziali, si rifiutano di lavorare con lui, deridendolo e definendolo un folle (“Crazy Drake” è il soprannome affibbiatogli). La tecnica era, al contrario della semplice raccolta con teli (che garantiva quantità irrisorie di petrolio), la stessa utilizzata per l’estrazione di sale dalle cave: scavare in profondità con l’ausilio di un costoso motore a vapore. L’autunno si rivela una stagione difficile per Drake ed il suo collega William A. “zio Billy” Smith; il fallimento della tecnica di estrazione mediante la torre di trivellazione “Derrick” si concretizza nelle continue frane delle pareti degli scavi.

La situazione si complica ulteriormente per “il colonnello” tra la fine del 1858 e l’inizio del 1859. La compagnia, che ha investito 2.000 dollari per l’acquisto di terreni e di macchinari (pari a circa 40.000 dollari odierni), decide di bloccare i fondi; la scelta costringe Drake a spedire 500 dollari di tasca propria ai direttori della Seneca. Drake viene travolto da un’idea geniale: scavare all’interno di un tubo per mantenere il foro sempre aperto (c.d. tecnica del “tubing”). I lavori proseguono e gli operai lavorano incessantemente sei giorni a settimana, ma l’esito è sempre lo stesso: le quantità ricavate rimangono insufficienti. Nel Luglio del 1859 Bissell e Townsend scelgono di chiudere i lavori ed optano per una sofferta rinuncia alla tanto sperata impresa. Ma Drake non è a conoscenza della decisione della compagnia e nel pomeriggio del 27 Agosto 1859, quando la trivella raggiunge la profondità di 21,2m, riesce nel miracolo più atteso: far sgorgare petrolio dal sottosuolo. È così che nasce il primo pozzo petrolifero della storia. L’impatto sulla comunità della West-Pennsylvania è enorme: gli abitanti di Titusville salgono a 15.000 ed il prezzo dei terreni cresce a dismisura.

Sebbene la storia riconosce a Drake il titolo di “inventore”, annoverandolo a tutti gli effetti tra i più importanti dell’epoca moderna, la sua storia non si conclude con un lieto fine. “Il colonnello” non brevetterà mai la tecnica di estrazione di estrazione di cui è stato precursore, perderà molti dei suoi capitali in investimenti nel mercato americano di Wall Street e non riuscirà a garantirsi grossi possedimenti nella terra che per sempre gli sarà infinitamente grata e dove morirà nel 1880.

Cos’è successo a partire da quel 27 Agosto? La risposta è semplice ed immediata: spalanchiamo gli occhi, la storia ci circonda.

di: A. Rollo

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