PER TUTTI I GIULIO E LE GIULIE D’EGITTO

Nella giornata conclusiva del Dialoghi di Trani, 23 settembre 2018, una voce unanime si è levata perché tutti potessero sentirla: è quella dei genitori di Giulio Regeni, che con dignità e resilienza, come ha sottolineato Giuliano Foschini, affrontano il dolore per la perdita di un figlio, le tante difficoltà nelle indagini, tra depistaggi, interessi diversi che non siano la verità sulla morte del giovane ricercatore italiano, pressioni (per usare un eufemismo) da parte delle autorità egiziane su quanti stanno cercando di portare alla luce la tanto agognata Verità, e mutamenti continui nei rapporti diplomatici con l’Egitto da parte dei governi italiani avvicendatisi dal giorno della scomparsa del giovane; è la voce dei tanti amici di Giulio, accorsi da ogni parte del mondo per la ciclostaffetta che porterà a Roma la madre, Paola Deffendi, per consegnare una lettera alle nostre autorità; è la voce di Amal Fathy, in carcere in Egitto da cinque mesi con pesanti ed infondate accuse, ma con l’unica colpa di essere la moglie di Mohamed Lofty, direttore della Commissione egiziana per i diritti e le libertà, che sta sacrificando se stesso, insieme ai numerosi altri attivisti per i diritti umani in Egitto, per fare giustizia.

Il grido è unanime e assordante: “verità e giustizia per Giulio Regeni”; le manifestazioni come quella dei Dialoghi, attraverso l’impegno costante dei genitori e del loro legale Alessandra Ballerini, i braccialetti, le spille e gli striscioni gialli, formano quella scorta mediatica di cui ha parlato Paola Deffendi, che permette che sulla vicenda non cali il silenzio, perché c’è già stato un tempo per tacere, ma ora è il momento che la famiglia Regeni abbia giustizia, e che la stessa Italia possa averla perché, lo si è ribadito più volte durante la conferenza, la vicenda di Giulio ci riguarda, non è un dramma privato ma nazionale e internazionale, se si pensa che ogni giorno in Egitto, per le stesse motivazioni, spariscono tra le 3 e le 4 persone e che, nella maggior parte dei casi, non verranno mai ritrovate.

Il docufilm proiettato prima della videoconferenza con Claudio e Paola Regeni, risalente alla primavera 2017, è tragicamente ancora attuale giacché – spiega Giuliano Foschini – le indagini hanno subito una fase di stallo. Sul tavolo degli inquirenti sono arrivati, grazie ai consulenti ed alle fonti egiziane impegnate ricerca della verità, i nomi di almeno nove alti funzionari che sarebbero coinvolti nel sequestro, tortura e morte di Giulio. È grazie al coraggio di chi non si è fermato davanti alle difficoltà e alla Paura, se oggi le luci non si sono spente sulla vicenda.

È proprio la Paura che tutto possa essere dimenticato che spinge i genitori di Giulio a non gettare la spugna e a non smettere di fare pressione su chi ha il dovere di scoprire la verità, su chi dovrebbe parlare ma non lo fa.

È terminato così il viaggio lungo il sentiero delle Paure, il tema di questa diciassettesima edizione dei Dialoghi di Trani : con il coraggio di prendere una posizione su questo dramma che supera la paura, e con la verità che faticosamente, ma non priva di sostengno, si sta facendo strada dal buio della notte del 25 gennaio 2016, data della scomparsa di Giulio Regeni.

A.Fabrizio

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