RIVOLUZIONE NELLE FORZE ARMATE: DIVIETO DI COSTITUIRE SINDACATI E’ ANTICOSTITUZIONALE

Cambiamento epocale nell’ambito militare, la Corte Costituzionale con la Sentenza del 13 Giugno 2018 n. 120 ha dichiarato anticostituzionale il divieto per gli appartenenti alle forze dell’ordine di costituire sindacati.

Si tratta sostanzialmente di una svolta attesa da tanti anni, in quanto l’art. 1475 comma 2 del COM (Codice Dell’Ordinamento Militare) sanciva il divieto per i militari di costituire associazioni professionali a carattere sindacale o di aderire ad altre associazioni sindacali , in quanto obiettivo di tale previsione era la tutela della coesione interna, neutralità e imparzialità delle Forze Armate.

Con la Sentenza citata infatti, i giudici hanno deliberato che “I militari possono costituire associazioni professionali a carattere sindacale alle condizioni e con i limiti fissati dalla legge” .

L’articolo 1475 comma 2 del COM è stato ritenuto in contrasto oltre che con la Costituzione, anche con la CEDU (Convenzione per la Salvaguardia Dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà Fondamentali) che agli artt. 11 e 14 sancisce la libertà di riunione e associazione, in particolare sindacale.

Articolo quindi che alla luce di tale cambiamento viene riscritto nel seguente modo “ I militari possono costituire associazioni professionali a carattere sindacale alle condizioni e con i limiti fissati dalla legge; non possono aderire ad altre associazioni sindacali”.    

Dopo circa 40 anni viene meno insomma la restrizione ma rimangono alcuni limiti, in particolare il dispositivo prevede espressamente il divieto di aderire ad altri sindacati.

E’ stata inoltre emanata una Circolare dall’Ufficio di Gabinetto del Ministero della Difesa in cui sono specificati i limiti che nonostante la riforma devono rispettare i militari nella costituzione ed esercizio dell’attività sindacale, ad esempio è sancito il divieto di avvalersi del diritto di sciopero, adesione del solo personale militare in servizio e di quello in ausiliaria, osservanza del principio di neutralità delle Forze Armate ecc.

 

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“Daremo pieno appoggio al progetto. E, parallelamente, tutto il sostegno tecnico a cominciare dal mio consigliere giuridico. Io ci sono, il mio ministero c’è, ma il vero via libera dovrà essere quello del Parlamento e la mia speranza è che si arrivi a un sì condiviso capace di unire maggioranza e minoranze. Serve un’intesa larga perché i diritti non hanno un colore politico. Il diritto allo sciopero per un militare non esiste, ma questo i primi a spiegarcelo sono proprio i militari. Detto questo un sindacato sarà una conquista perché un soggetto esterno alla Difesa saprà rappresentare in maniera autonoma e indipendente i nostri militari”,

Queste le parole di Elisabetta Trenta, ministro della Difesa all’ indomani della Sentenza.

Ora quindi toccherà al Legislatore individuare il regime giuridico ed emanare una Legge ad hoc che disciplini la materia, auspichiamo avvenga nel più breve tempo possibile affinché si ponga fine a tale disparità di trattamento.

Francesco D’Elia

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