Storia di Bari: Il Liberty di……..Libertà

Questo nuovo scritto è in realtà un video-articolo. Il filmato caricato è parte integrante dello stesso e mostra la bellezza di un quartiere che meriterebbe un maggiore approfondimento: Libertà. Prepariamoci così ad una bella passeggiata tra il Liberty barese, ne rimarrete stupiti.

Il passaggio tra il 1800 e il 1900 caratterizza una nuova visione del linguaggio umano, quasi resosi onnipotente dalla rivoluzione industriale ma che non si era in realtà accorto della sua estrema debolezza che sarà posta in evidenza con le successive guerre mondiali. Il progresso tecnologico, i nuovi traguardi raggiunti dalla tecnica e dalla scienza, le nuove applicazioni di materiali e tecniche costruttive, porteranno ad un grande rinnovamento anche nelle espressioni artistiche. E’ in questo nuovo boom antropocentrico che nasce l’Arte Nuova, nota anche come Art Nouveau, chiamata in Italia  Liberty. Non tutti conoscono l’origine del nome.

Liberty era il nome di un piccolo emporio londinese specializzato nel commercio di stoffe e tessuti caratterizzati da richiami floreali e naturali. Il negozio fu fondati da Sir Arthur Lasenby Liberty.  L’”Arte Nuova” nasce subito come espressione antisistema. Come critica alla produzione industriale e seriale, come messaggio di ritorno al tema naturale nonché al manufatto unico caratterizzato dalla mano dell’artista e non dalla macchina. E’ dunque l’arte che guarda alla natura e al “pezzo unico”.

Anche in Italia, come detto, si sviluppa il Liberty che oggi ha la sua massima espressione nella grande città sabauda: Torino. Come poche città del sud Italia, Bari diviene piccola capitale del Liberty realizzando un quartiere del tutto nuovo: Libertà. Oggi è  il più popoloso quartiere comunale, si estende attualmente fra via Brigata Regina (ovest), via Quintino Sella (est), corso Italia (sud) e il Lungomare Vittorio Veneto (nord). Il quartiere fu costruito agli inizi del ‘900 per far fronte alla crescita demografica che riguardava la città tra il 1910-1911, in un momento di crescita per il trasferimento nella città degli abitanti dall’entroterra.  Il nome Libertà fu scelto proprio in quanto i primi palazzi costruiti presentavano caratteristiche in stile Liberty. Ecco così che i nuovi borghesi iniziavano ad erigere palazzi ricchi di Cornucopie, foglie di acanto, conchiglie, simbolo di prosperità e di buon auspicio, mascheroni apotropaici non più orripilanti ma che richiamavano la natura e il mito

Tutto il quartiere è caratterizzato da palazzine multicolore  dove, tra l’apparente degrado, appaiono decorazioni impresse sul lito-cemento, rose e fiori sugli architravi, colonne , grappoli d’uva tra austeri zoccoli a bugnato alternati a fasce alterne lisce e ruvide in finta pietra . Non manca il richiamo all’architettura greco-romana, colonne corinzie e prodomi aggettanti. In molti casi alle le inferriate si trasformano in elemento vegetale che sembra, appunto, fiorire . Come già detto i mascheroni apotropaici lasceranno il posto a teste femminili dalle chiome fluenti come le onde del mare, adorne di gioielli, collane ed orecchini.

Questa nuova edilizia viene anche favorita dalla collocazione urbanistica di servizi come la scuola Garibaldi, il mercato, la chiesa di San Rocco con l’annesso Ospedale. Infatti pochi sanno che tra via Sagarriga e via Calefati, nei locali del famoso negozio di giocattoli dei fratelli Carrassi,  si trovava l’“Ospedaletto dei bambini poveri” nato in seguito alle donazioni in favore del “Comitato di soccorso per bambini poveri e malati”, costituitosi con lo scopo di dare un ospedale pediatrico alla città. Comprendeva una stanza per gli interventi chirurgici, una per l’ambulatorio ed altre per il refettorio, l’ufficio, la cucina e l’abitazione delle tre suore che se ne occupavano. Questo senso di rinnovamento estetico, però, durerà ben poco. Sarà infatti la guerra e il rappel a l’ordre a far cadere, molto presto, il sipario sulla performance del Liberty.

Godetevi quindi la passeggiata e buona Libertà!

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