XXXIII DOMENICA T. O. Mc 13, 24-32

Il discorso escatologico dell’evangelista Marco, che la liturgia di questa domenica ci
propone, ci ricorda che l’anno liturgico volge al termine. L’ultima verità delle parole di Gesù
ci dice che se ogni giorno c’è un mondo che muore, ogni giorno c’è anche un mondo che
nasce, un germoglio che spunta, foglioline di fico che annunciano l’estate.
Tante volte si è spento il sole, le stelle sono cadute dal cielo, lasciandoci vuoti e senza
sogni: una disgrazia, una delusione, la morte di una persona cara, una sconfitta
nell’amore. È stato necessario ripartire, ricominciare, guardare oltre l’inverno per tornare a
sperare.
Gesù non ama la paura. Egli vuole raccontare non la fine ma il fine della storia: Dio è
vicino, è qui; bello, vitale e nuovo come la primavera del cosmo.
“Dalla pianta di fico imparate” – ci dice il Divin Maestro: quando ormai il suo ramo diventa
tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Gesù ci porta alla scola della
natura, del fico, del germoglio, perché le leggi dello spirito e le leggi profonde della
creazione coincidono. Così un albero e le sue gemme diventano personaggi di una
rivelazione. Imparate dalla sapienza degli alberi: quando il ramo si fa tenero, l’intenerirsi
del ramo lo puoi percepire toccando; l’ammorbidirsi per la linfa’ che riprende a gonfiare i
suoi piccoli canali non è all’occhio che si rivela, ma al tatto: vai vicino, tocca con mano. I
sensi sono il nostro radar per addentrarci nella sapienza del mondo. Toccate. Guardate.
Anzi: contemplate. E spuntano le foglie: piccole gemme che l’albero spinge fuori, che
erompono al sole e all’aria, come un minimo parto, da dentro a fuori. Voi capite che l’estate
è vicina. In realtà le gemme indicano la primavera, che però in Palestina è brevissima,
pochi giorni ed è subito estate.
Da una gemma leggete il futuro di Dio – ci sussurra il Cristo, che sta alla porta e bussa;
viene non come un dito puntato, ma come un abbraccio; non portando un’accusa ma un
germogliare di vita. Siate scrutatori dei segni dei tempi: né rilassati e goderecci come se
un giudizio non debba compiersi mai, né ansiosi di una venuta eclatante e maestosa,
perché Io, il Figlio di Dio venuto in punta di piedi, vengo tutti i giorni per fare festa con voi.

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