“U PPANE FENÌSCKE” O “SCHIAVONESCO”

Dolce semplice, ma ricco, adatto alle festività, dal colore scuro. Conosciuto in tutta la Puglia con diverse denominazioni, trova la sua prima attestazione in un documento del 1680. Comune denominatore è il Vincotto di fichi o di uva, dal cui colore avrebbe  avuto origine il nome, ed è proprio per questo motivo che veniva anche chiamato ” pane schiavonesco” perché ricordava la pelle degli schiavi d’Africa. Ho fatto una versione “ammodomio“, senza discostarmi troppo dalla tradizione.

Ingredienti:
250 ml di  Vincotto di fichi
100-125 gr di semola
2 cucchiai di zucchero vanigliato superfino + 1 per lo spolvero del piatto
2 cucchiai di cacao amaro
la buccia di un mandarino non trattato
un pugnetto di noci e mandorle pelate, tritate grossolanamente
cannella in polvere (a piacere)
1/2 limone grattugiato

PREPARAZIONE

Mettere a scaldare il Vincotto  con la buccia del mandarino, portandolo a bollore. Abbassare la fiamma al minimo, togliere le bucce e unire a pioggia la semola setacciata insieme al cacao, quindi  lo zucchero e la cannella. Mescolare con un cucchiaio di legno fino a che il composto non comincerà a staccarsi dalle pareti del tegame. A questo punto spegnere il fornello, aggiungere la frutta secca tritata, il limone grattugiato, versare il tutto su un piatto da portata. Lisciare delicatamente la superficie con una spatola metallica  bagnata, spolverare di cannella, lasciar raffreddare. Infine decorare con zucchero a velo.

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