MARIA SS. MADRE DI DIO Lc 2, 16-21

Carissimi, celebriamo lamaternità divina di Maria.
Ogni maternità è divina: un figlio è pur sempre dono di Dio, e non solo secondo la fede cristiana. Alcuni personaggi femminili dell’AT avevano invocato il Cielo per poter avere un figlio, e quel figlio era diventato un profeta, un grande condottiero, un araldo della fede (ebraica).
Maria è la creatura che rese possibile al suo Creatore inaugurare la salvezza. Al contrario di Eva,
ella disse sì! e in quell’istante il Verbo eterno di Dio si incarnò in lei.
Noi veneriamo Maria perché è madre di Dio, madre di Cristo. San Luca sottolinea che Maria custodiva e meditava in cuor suo tutto ciò che vedeva e udiva: quasi fosse un modo per trattenere quel figlio dentro di sé… sapeva infatti che quel Figlio non era per lei, ma per il mondo. Quale paradosso! Rimanere incinta in modo diverso da come accade nel mondo, rassegnarsi a non essere del mondo in nulla. Eppure il frutto del suo grembo era per il mondo, per tutto il mondo.
Custodire nel cuore, meditando, è l’unica via per restare in contatto con qualcuno, con qualcosa,
senza tuttavia trattenerlo.
Non possiamo impedire che un figlio, un compagno, un amico segua la sua vocazione e se ne vada
per la sua strada. Ma possiamo continuare a pensarlo; di più, possiamo continuare ad amarlo – si
pensa con la mente, si ama con il cuore – e quel figlio, quel compagno, quell’amico resteranno
sempre con noi, resteranno sempre in noi.
Non si dice forse che un pensiero si concepisce? L’amore, poi, genera!
Così come Maria, anche noi possiamo concepire il Verbo di Dio e offrirlo al mondo, valendoci di
queste due facoltà superiori:pensare bene e amare bene. La buonafede e la benevolenza
costituiscono due caratteristiche tipiche dell’identità cristiana, della santità.
Sono due caratteristiche profondamente radicate nell’indole di Maria. La sua vicenda terrena fu per lei una scuola di virtù, un apprendistato duro, un tirocinio spesso doloroso, che affrontò e condusse a termine senza mai arrendersi.
Per questo la veneriamo come nostra Madre, sapendola capace di pensarci, di amarci come suoi veri figli. Da quando Gesù le affidò l’amico del cuore, il giovane apostolo Giovanni, Maria è Madre
dell’umanità, ci porta nel cuore e intercede presso il Figlio a nostro favore.
La preghiera dell’Ave che ci hanno insegnato fin da quando eravamo bambini e non sapevamo
ancora leggere e scrivere, accosta in modo mirabile, nella persona di Maria, l’essere madre di Gesù, e madre degli uomini.
Maria è e sarà sempre prima! L’essere-prima garantisce a ciascuno di noi la possibilità di dire sì a
Dio, affinché il Verbo arrivi fino a noi e, in Lui, noi arriviamo fino a Dio.
Un giorno una donna levò la voce e disse a Gesù:“Beato il grembo che ti ha portato e il seno da
cui hai preso il latte!”. Ma Gesù rispose:“Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e
la osservano!” (Lc 11,27-28).
La Madre è la perpetua premessa, il punto di origine, la perfetta attuazione della Chiesa, della quale Maria è modello. Se lo vogliamo, possiamo anche noi far parte di questa Chiesa, come coloro che sono in cammino verso il consenso perfetto, un sì che affonda le sue radici nel profondo della nostra esistenza, si nutre della nostra vita e nutre esso stesso la vita nostra e altrui.
Cari amici di apulianews, scenda su tutti voi la benedizione del Signore perché anche quest’anno ci si impegni alla promozione della giustizia e della legalità, virtù che rendono possibile la pace.

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