Fuoriporta: Trani e la sua storia ebraica

 

In occasione del giorno, da poco passato della “memoria”, ritorniamo sul legame tra il sud Italia e il mondo ebraico. Dopo aver cercato le tracce della Sinagoga scomparsa a Bari (http://www.apulianews.it/2018/06/23/gli-ebrei-in-puglia-il-mistero-della-scomparsa-sinagoga-di-bari/) ci rechiamo a Trani, paese di cui avevamo già parlato per affrontare il tema del Vampiro di Capo Colonna (http://www.apulianews.it/2018/08/04/trani-vampirismo-tra-credenze-e-folklore/). Un “fuoriporta”, dunque, alla ricerca delle sue radici ebraiche.  I primi insediamenti ebraici li troviamo in Puglia attorno al 70 d.C. Giuseppe Flavio nella sua Guerra Giudaica l’assedio di Gerusalemme da parte dei romani. 97.000 ebrei saranno fatti prigionieri di cui 5000 arrivarono come schiavi ad Otranto. Da allora gli ebrei diverranno parte integrante del tessuto sociale dell’Italia meridionale. Il periodo d’oro fu tra il IX e il XI secolo, quando a Taranto, Oria, Trani, Bari, fiorivano sinagoghe, commerci, scienze e filosofia.

Le scuola talmudiche pugliesi erano rinomatissime, dalla giudecca barese i rabbi partivano per portare la loro parola in tutto il Mediterraneo. Con l’arrivo dei Normanni (http://www.apulianews.it/2018/09/27/normanni-in-puglia-una-storia-di-amore-e-odio/) gli ebrei furo ancona più tutelati. Come descritto in una Cronaca di un Anonimo del 1051, gli ebrei si erano schierati a favore di Roberto il Guiscardo, signore normanno, contro i Bizantini. Gli uomini del nord non dimenticano, assicurando una tassazione speciale alle famiglie ricche ebraiche. E’ in questo periodo che fiorisce la comunità ebraica di Trani, ancor di più ingrossata dagli ebrei baresi che qui si rifugiarono dopo la distruzione della città da parte di Guglielmo il Malo. Nel 1231 Federico II di Svevia affida agli ebrei tranesi il monopolio della vendita della seta in tutto il suo regno. La ricchezza porta cultura, a Trani sorgono ben quattro Sinagoghe e una enorme giudecca con un forno, una macelleria, un miqweh per le abluzioni rituali. Oggi la giudecca è una delle zone più belle del borgo (Fig.1).

Le Sinagoghe sono ancora presenti, benchè trasformate in chiese, troviamo quella oggi dedicata a SS. Quirico e Giovita, S. Maria di Scolanova, oggi l’unica realmente attiva, san Leonardo Abate e san Pietro Martire. Passeggiando per i vicoletti, entrando da Porta Antica, ecco subito apparire una chiesa con in cime la Stella di David. E’ Scola Nova, l’unica sinagoga di Trani ancora attiva e la più antica d’Europa ancor vitale. E’ qui che studiava Rabbi Isaia il Vecchio, il più grande talmudista del XII secolo. Al suo interno vi è l’Aron Haqodesh, l’arca santa che custodisce i rotoli della Torah.

Proseguendo il cammino, ecco la Sinagoga “Grande”, più nota come Sant’Anna, oggi museo, conserva, nel suo interno, ancora l’epigrafe dell’edificazione avvenuta nel 5007, ovvero 1246 anno cristiano. Nell’ultimo rigo si legge “…dinanzi a colui che abita nei cieli di zaffiro..” (fig.2).

Sono qui presenti moltissimi documenti ritrovati nel territorio e le epigrafi ebraiche incise sulle tombe dell’area sepolcrale tranese che si trovava all’esterno della città. Se la tradizione religiosa ebraica non prevedeva l’erezione sul sepolcro di segni distintivi, non mancavano, sulle stele o lapidi, epitaffi ed iscrizioni sepolcrali sia private che secondo formule ben definite “…sia la sua anima avvinta nel vincolo della vita…” (fig.3 -4).

 

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