INTERNAZIONALIZZAZIONE, ECCELLENZA, MODERNITÀ

In queste parole chiave la sfida per l’Ateneo Barese del Prof. Angelo Vacca, candidato al soglio rettorale.

Si presenta come ambizioso e al passo con i tempi il programma elettorale del Prof. Angelo Vacca, Ordinario di Medicina Interna presso la Scuola di Medicina dell’Università degli Studi di Bari, candidato Rettore nella tornata elettorale del Maggio 2019. Il Direttore dell’Unità Operativa “Guido Baccelli”, intervistato da Apulia News, ci racconta le sue idee per un’Università competitiva nel settore formativo del terzo millennio.

Professore, ringraziandola per la disponibilità accordataci, iniziamo con un concetto preliminare: quali sono le ragioni che l’hanno spinta verso questa candidatura?

– Credo che l’Università degli Studi di Bari, istituzione accademica per la quale lavoro dal lontano 1992 e dove ho conseguito la Laurea in Medicina, sia arrivata a dover fare i conti con la realtà del contemporaneo.

Realtà del contemporaneo?

– Ho suddiviso il mio programma in “cantieri”, proprio perché sono convinto della necessità di rinnovamento per il nostro Ateneo. E’ arrivato il momento di rimboccarsi le maniche e costruire un Ateneo competitivo e che si ponga come polo di attrazione per studenti, docenti e professionisti da tutta Europa. Diversamente, si rischia di approcciarsi all’accademia in senso meramente teorico e non al passo con le esigenze dei nostri tempi.

Qual è il primo passo?

– Siamo un’Istituzione Accademica e non possiamo che partire parlando di offerta formativa. Credo che il binomio “didattica di eccellenza/ricerca di eccellenza” sia imprescindibile per l’Università moderna. Dobbiamo formare professionalità di alta qualità che si forgiano soltanto facendo accademia in collaborazione con i picchi di eccellenza esterni. Non possiamo stare con le mani in mano davanti alla fuga dei nostri migliori giovani verso l’estero. E’ arrivato il momento di pensare ad una seria implementazione di corsi in lingua inglese. Attualmente, ne abbiamo 5 all’attivo e questo numero dev’essere triplicato. Come detto nel Forum del 3 Aprile scorso, occorre creare corsi interdisciplinari in tutti i settori, dalla Sociologia alla Medicina passando per l’ambito giuridico. Il prestigio che ne deriverà per l’Ateneo è solo un obiettivo di riverbero: il core business di questa svolta moderna è la formazione di professionalità adeguate al mercato e all’occupazione.

E’ evidente che il tema della comunicazione internazionale le sia caro…

– Fuori discussione, viviamo all’epoca della globalizzazione e credo che si debba affrontare la questione tecnicamente e al netto di ideologizzazioni o conservazioni di vecchi approcci. L’apertura verso l’esterno è ontologicamente un carattere intrinseco dell’Università. Immagino un’apertura verso il profondamente diverso Medioriente ma ritengo che si debba incentivare un’attività di convenzione con le istituzioni universitarie di tutta Europa e non solo. Ritengo che dovremmo immaginare un sistema di collaborazione anche con atenei statunitensi. Come già detto, l’implementazione delle competenze linguistiche in Lingua Inglese è soltanto il primo passo verso l’obiettivo.

Il progetto è ambizioso

– Certo, ragion per cui credo nel networking (la cosiddetta Terza Missione) con Enti Locali, Camere di Commercio ed Ambasciate per favorire i flussi sia a livello di incoming che di outcoming di docenti, studenti internazionali e personale. L’Erasmus è uno strumento vincente per coltivare una comunicazione internazionale a 360’. Ma mi sembra quantomeno complicato attrarre visiting professors stranieri in assenza di corsi in lingua. D’altro canto, la mobilità è un parametro di visibilità strategico e formativo centrale anche per il Personale Tecnico-Amministrativo, finalizzato ad un costruttivo scambio di esperienze.

Uniba moderna ed aperta all’Europa in sintesi. Ma esiste anche un complesso fronte interno.

– Come ribadito nei Forum e nel programma, ritengo necessaria una fase costituente di nuova “ingegneria istituzionale” della nostra Università. Questa, che certamente deve passare per un ribilanciamento delle competenze degli Organi Collegiali di Governance e per un maggior coordinamento fra i singoli ed autonomi Dipartimenti, non può che toccare il fronte del reclutamento del personale docente. L’inserimento dei ricercatori nella classe docente e l’ottenimento di una proroga – almeno fino al 2021- dell’art. 24 della normativa sul reclutamento Universitario è in sostanza utile ad immettere nel ruolo docente i propri ricercatori abilitati con 0.2 punti organico (anziché 0.7 mediamente previsti ora per strutturare un associato). Ne consegue una maggiore capacità di valorizzazione delle risorse umane interne. Questi sono strumenti fondamentali per proteggere le nostre professionalità interne. Ancora, un nuovo modello organizzativo fondato su una fase concorsuale che si basi sui curricula ed il merito, sarà la prima fase del potenziamento delle Unità Operative periferiche, sia in materia di didattica che di ricerca e amministrazione.

Professore, nel corso di questa intervista ha usato spesso il termine “forum”. Cosa intende?

Fare senza comunicare è il primo passo per perdere qualsiasi competizione o credibilità. Ho voluto impostare questa mia campagna elettorale sul dialogo con i destinatari del mio programma: colleghi, P.T.A., studenti, dottorandi e perché no, cittadini interessati al futuro della più antica istituzione culturale della Regione. L’ultimo tenutosi, quello del 3 Aprile intitolato “La formazione e lo studente universitario: esigenze e prospettive.”, organizzato nell’Aula Magna “Aldo Cossu” in Ateneo ha messo al centro proprio i destinatari ultimi della mission di un’Università; ultimo di una serie di incontri e dibattiti sui temi centrali dei miei punti programmatici, spaziando dal reclutamento ai valori dell’Università, dagli strumenti finanziari ed imprenditoriali al servizio della formazione alla didattica innovativa.

Qual è la ricetta di Angelo Vacca, oltre a qualità ed internazionalizzazione, per i “destinatari”, gli studenti?

– Lo studente è sì il destinatario, l’utente finale dell’attività accademica, ma non possiamo dimenticare che sia anche l’attore primario di questo mondo, la stessa ragion d’essere del sistema Universitario. Drastica lotta al fenomeno dell’abbandono, garantendo il diritto allo Studio incidendo sulle tasse universitarie, da mantenere a livelli reali e sostenibili per tutti e sull’orientamento, in entrata come in uscita, sono i punti cardine su cui sviluppare un’azione che alla fine coinvolga il territorio per un’efficace azione di placement, puntando su itinera di sviluppo professionale come il Progetto “portiamo VALORE”. Ancora, una consona valorizzazione dei capaci e meritevoli, valutando la qualità della didattica con mezzi meno burocratici e investendo gli introiti delle rette in laboratori, dotazioni strumentali e biblioteche, le quali dovranno allungare i tempi di apertura in linea con le prassi nazionali; il potenziamento del CUS Bari e l’istituzione di “Banche del Tempo” (programmi studenteschi su base volontaristica finalizzati all’apertura delle biblioteche o all’organizzazione di visite guidate in cambio di facilitazioni quali buoni pasto o sgravi sulla retta universitaria) sono tutti strumenti fondamentali a permettere alla comunità studentesca una vita accademica di qualità, sostegno fondamentale ad una formazione di eccellenza.

Ancora ringraziandola per il tempo dedicatoci Professore, una chiosa per questa proficua intervista

– Lascio il link al mio programma (https://angelovacca.it/programma)dove sono indicati i singoli “cantieri” enucleati nel dettaglio. Da uomo di scienza mi sono sempre considerato votato all’azione. più che alla piaggeria delle parole. Come detto all’inizio, dedico il mio tempo professionale all’Università oltre che ai pazienti dal 1992. Siamo alla fine del secondo decennio del terzo millennio ed è il momento di rimboccarci le maniche e metterci all’opera.

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